Vado a cena con due amici. Abbiamo fatto l’università insieme. Filosofia. Tutti poco dopo i trenta. Abbiamo negli anni preso strada differenti… come è naturale in queste situazione in cui il tempo passa, rimangono grandi e profondi affetti e le contingenze della vita semplicemente riflettono i nostri sforzi per realizzare i nostri desidseri.
Le situazioni affettive sono difficili. T. ad esempio cerca di capire questo suo fidanzato… ci ha chiesto se è normale per un uono non riuscire a superare mai i suoi limiti. Gli abbiamo chiesto il perché le donne sposatano sempre il limite un pò più in là di dove uno arriva e come mai debbono essere sempre le donne a stabilire quali sono i limiti… Apparte gli schierzi è molto difficile riuscire a far conciliare tutto. La professione che uno ha cominciato, con quel desiderio di vedersi già grandi, l’insofferenza del tempo che passa e del desiderio che preme. Le relazioni affettive, che in parte si vorrebbero far regredire a quando il massimo dell’impegno era uscire con la stessa persona due volte in una settimana, ed in parte si confronte quello che si ha con quello che ci hanno messo in testa da sempre. I progetti, una casa insieme, qualcuno con cui progettare una vita.
Un nostro amico ha avuto un bimbo la scorsa settimana. Abbiamo riso e scherzato.. ma perché un pò lo vorremo anche noi, un pò ci fa paura e lo scansiamo, un pò abbiamo il timore che per noi non sarà mai.
Li accompagno alla macchina che avevano parcheggiato a via dei marrucini. mi faccio due passi a piedi… penso che per me sta andando abbastanza bene, che tuttosommato il mio lavoro procede nella giusta direzione. Credo che andrò a fare l’uditore all’arpad e quest’anno vorrei puntare sul lavoro privato, ma comunque non c’è fretta. La struttura ad Oriolo forse la spostiamo, ma sarà un lavoro lungo e faticoso… abbiamo appena cominciato. Sento per queti due amici un grande affetto. Ricordo le giornate intere passate al tavolino del bar di villamirafiori. Le cretinate che dicevamo, le risate e come ognuno di noi forse si conosceva meno di quanto oggi il confronto con la realtà l’ha spinto a fare… la realtà… perché quello che voglio dire sta tutti in questa parola chiara e semplice.
Passando sotto le finestre basse del napoletano, nella traversa appena prima di casa mia, lo sento cantare ubriaco. Ha una moglie e dei figli. Alzo gli occhi e lo vedo a dorso nudo in cucina con gli occhi socchiusi vacillare cantando… i tatuaggi su quel pancione certo non stonano con quella situazione. Che buffo. Mi mette angoscia!